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Sono ancora vivo.... e questo mi basta.
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martedì 1 maggio 2012

Agnolotti

Nelle famiglie piemontesi l' agnolotto era il piatto che si portava in tavola alla domenica, a pranzo, con tutta la famiglia riunita e non mancava mai nei pranzi importanti.

Al "Bar Ristorante Albergo Dell' Angelo" l' agnolotto fatto in casa era una delle specialità più richieste.

La nonna Albina, il nonno Mario e la mia mamma alle prese con gli agnolotti nella delicata fase di "separazione" prima di buttarli nell' acqua bollente
La preparazione degli agnolotti era un vero e proprio rito, una procedura codificata che coinvolgeva tutta la famiglia con i suoi tempi e i suoi strumenti. 
Io mi aggiravo attorno al tavolo e volevo essere coinvolto, per farmi contento mi facevano "distribuire" il ripieno sul foglio di pasta steso sullo stampo, poi la mamma ci metteva un altro foglio di pasta sopra, si girava lo stampo..... e voilà, una dozzina era belle che pronta.
Dopo un po' venivo allontanato da questa operazione perchè rallentavo il "rito" e gli agnolotti uscivano piuttosto irregolari.... alcuni troppo pieni ed altri striminziti, allora mi veniva data un po' di pasta in un angolino del tavolo..... e "su da bravo.... gioca lì e non rompere!"

L' Agnolotto prodotto nella cucina dell' "Albergo Dell' Angelo"
era ripieno di arrosto di coniglio e spinaci e veniva servito al ragù di carne di manzo
con abbondante spolverata di grana padano grattugiato.
Un significativo passo verso la felicità!

sabato 25 febbraio 2012

La naia.... di papà

Mio padre e il suo camion 
Quello con la sigaretta naturalmente è mio padre
Mangiare il rancio nella gavetta, cosa che quando ho fatto il militare io non si faceva più
La "location" di queste foto dovrebbe essere l' Autocentro di Torino 
Alla guida di uno strano veicolo...... ma cos'era?

Essere alti a volte non conviene

Un po' di allegria in 1° Chirurgia


Quello col bastone è mio padre all' ospedale militare dopo l' incidente che gli costò mezzo orecchio....
Militare all' autocentro mio padre si trovava sul cassone di un camion che trasportava carburante, tra taniche e bidoni di benzina, il camion finì fuori strada ribaltandosi su di un fianco e mio padre si ritrovò, miracolosamente, con l' orecchio pizzicato tra due bidoni di benzina...... pochi centimetri e gli avrebbero fracassato il cranio..... ed io probabilmente non sarei mai nato.
Comunque la cosa aveva anche un suo aspetto positivo..... quando dovevo spiegare a qualcuno chi era mio padre gli dicevo: "Quello che gli manca mezzo orecchio!" e tutti capivano subito chi era.

I Maiali del Nonno

Il Nonno Mario e i suoi maiali "giganti" davanti alla "Corona Grossa" in frazione Campagna di Crescentino

Una delle cose di cui mio nonno andava fiero erano i suoi maiali "giganti" di cui più volte mi raccontò di quanto erano grossi, di quanto mangiavano e soprattutto..... di quali prelibati salami ne ottenne.



mercoledì 11 gennaio 2012

Nonni


Questa foto ha sempre esercitato su di me un particolare fascino, mi piace la posa delle due ragazze, con i fiori in braccio, il sorriso malinconico, l'intreccio delle mani...... trasmette una specie di "serena inquietudine".
Quella sulla destra è mia nonna materna Nebbia Caterina che non ho mai conosciuto perchè morì nel 1944 a soli 42 anni per una, oggi banale, appendicite.
Classica posa familiare che ritrae la nonna Caterina con le due sorelle e l'anziana madre Laurella Amalia

Mio nonno Bazzolo Filippo di fronte alla sua casa colonica nel periodo trascorso in Argentina

Foto ricordo di gruppo di emigranti italiani in Argentina, il primo a destra della fila in alto (con le braccia conserte) è mio nonno Filippo.





La famiglia Bazzolo riunita davanti alla loro casa in quel di Verrua Savoia (fraz. Casetto) nei primi anni quaranta, la ragazzina più grande al centro diventerà la mia mamma.

Altra bellissima foto della famiglia Bazzolo al completo che vede già la presenza del mio futuro padre, all' epoca fidanzato "in casa", e di alcuni vicini.
Mamma e papà sono la seconda e il terzo da destra.

giovedì 17 novembre 2011

Il Ballo a Palchetto

Ballo Doppio in piazza delle catene di Crescentino, mio padre è quello in piedi appoggiato alla staccionata, l' altro è il Sergio Tecchio.  Data presunta 1952/53

Il Ballo a Palchetto rotondo lo ha inventato mio nonno, stando al suo racconto prima erano quadrati ma lui una notte venne folgorato da una brillante idea ed il giorno dopo iniziò a costruire quello che sarebbe stato il primo ballo rotondo della storia (almeno nella nostra zona), per molti anni mio nonno e mio padre costruirono balli rotondi,  negli anni 50/60 quasi tutti i balli in circolazione nella nostra zona li avevano costruiti loro. Per diversi anni furono anche noleggiatori ed organizzatori di feste in società con Sergio Tecchio che avrebbe poi continuato l' attività, tra alti e bassi, fino ai giorni nostri.
Il ballo a palchetto era l' attrazione principale delle feste di paese, nel periodo che andava da aprile fino ad ottobre le sagre e feste patronali erano gli eventi più seguiti, negli anni 70, su queste piste da ballo, antichissimi usi e costumi si scontravano con la modernità che avanzava, così nella stessa serata si passava da "Romagna mia" a "Smoke on the water", così accanto alle giovani ragazze da marito rigorosamente accompagnate dalla mamma c' erano ragazze ye-ye con la minigonna, accanto a rubicondi contadini vestiti a festa c'erano giovani "cappelloni" che sfumazzavano e bevevano..... ma tutti seguivano lo stesso preciso rito ripetuto ogni sabato e domenica su tutti i balli a palchetto, quando si abbassavano le luci e c'era il magico momento dei lenti, quelle che erano già coppie fisse di fidanzati iniziavano a ballare al centro della pista, mentre tutte le ragazze non ancora accoppiate si disponevano ai bordi, alcune con la consulenza della mamma che dall' esterno vigilava, mentre i ragazzi iniziavano una lenta processione, tutti in fila, che girava in tondo lungo tutto il perimetro del ballo e tutti ponevano la fatidica domanda: "Balli?" "Vuoi Ballare?"a ripetizione, una dopo l'altra, a tutte le ragazze, alcuni puntavano solo il dito mentre altri, più ingegnosi, avevano scritto la fatidica domanda su di un cartoncino che mostravano dopo aver puntato il dito. Man mano che le ragazze accettavano si sfoltiva la fila.... alla fine restavano solo le più timide e paurose la cui mamma non aveva accordato il permesso per nessuno dei pretendenti e le stronzette sdegnose che non ballavano con nessuno (oltre naturalmente a quelle che erano abbondantemente sovrappeso e quelle coi baffi e le gambe pelose), tra i maschi restavano a piedi i più brutti, i più imbranati e gli stronzetti che si mettevano in fila solo per dare uno sguardo sdegnoso a tutte come a dire "ragazza mia, io sono troppo avanti per te!" (categoria di cui facevo parte).



Mio Padre con alcuni collaboratori durante le operazioni di montaggio.


sabato 12 novembre 2011

Foto di Famiglia 2

 1922 - Questa bellissima foto, a cui tengo molto, ritrae mia nonna Albina con la primogenita Adele ed in braccio il piccolo Francesco (mio padre) 

Qui siamo nei primi anni 40, la foto è molto danneggiata e ritrae la Nonna Albina con Mio padre, la terzogenita Luigina ( Zia Gina) e l'ultimo nato Dario (papà di mio cugino Mario).

domenica 30 ottobre 2011

Primo giorno di scuola

Classe prima elementare Cavagnolo, anno scolastico 1926/27 (o 1927/28?).
Mio padre è il primo maschio sulla sinistra della fila in alto





















Padre e figlio a confronto nel loro primo giorno di scuola

sabato 22 ottobre 2011

Il Nonno e la TV

Un giorno, entrando in casa, trovo mio nonno seduto sul divano che guarda la TV, niente di strano, ma aveva una strana espressione tra il divertito e il meravigliato, stava a braccia conserte e scuoteva la testa e mentre gli passo accanto dice "Certo che sono proprio in gamba.... guarda che cose ti fanno vedere!.... e sembrano proprio vere!"allora mi fermo e mi giro verso il televisore, lui continua "Bisogna proprio dire che al giorno d'oggi te ne fanno vedere di tutti i colori",
"Nonno, ma è un documentario.... quelle cose sono VERE!",
"Ma va... figurati se esistono delle bestie così.... le fanno 'loro'", "Nonno, è un documentario sulla natura, quelli sono animali che vivono in Australia",
"Ma fatti furbo.... sei proprio un badola* se credi a ste cose.... è tutto un 'cine'", a questo punto mi arrendo e scuotendo la testa me ne vado, "va... va... povero badola....". Il dialogo naturalmente avvene tutto rigorosamente in piemontese e tengo a precisare che mio nonno era perfettamente lucido ed in completo possesso delle sue facoltà mentali, semplicemente non aveva mai visto un canguro o uno struzzo. Forse li aveva visti disegnati o in foto e per lui, non avendoli visti dal vivo, erano sempre rimasti animali "finti".
Il Nonno più o meno all' epoca degli eventi narrati, circa 1975
* Badola è un termine piemontese intraducibile, diciamo che in questo caso stà per "Tonto".

Per i più curiosi aggiungo che mio nonno era un fervente lettore di fotoromanzi Lancio e di fumetti di Tex (che lui chiamava Tec perchè la x era troppo moderna e  non la conosceva).

venerdì 21 ottobre 2011

Foto di Famiglia

Adoro le vecchie foto. Attimi di passato congelati per l' eternità che rendono immortali.
Tra duecento anni nessuno di noi sarà più su questa terra ma ci saranno ancora le nostre fotografie, credo sia per questo che in passato, di fronte ad un obiettivo, ci si presentava in abiti da festa e si assumeva una posa seria ed autorevole cercando di dare una buona impressione. 

Qui siamo all' incirca nel 1915, quello in centro è mio nonno Arietti Maurizio Mario che tutti conoscevano come "Mariu Panatè", gli altri due non so chi sono. 

Arietti Maurizio Mario e Basso Albina presumibilmente nel giorno del loro matrimonio nel 1917


Ho ritrovato lo "Stato Civile di Famiglia" che rivela che la data del matrimonio non è il 1917 come pensavo io, ma bensi il 1913



1920 - I nonni con la primogenita Adele