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Sono ancora vivo.... e questo mi basta.

mercoledì 14 dicembre 2011

Panna Fredda


Il primo gruppo del nuovo rock italiano (oggi si chiama "Progressive") che ho sentito erano i Panna Fredda, fù trasmesso (quasi integralmente) da per voi giovani ancora prima che uscisse, io lo registrai col mio magnetofono Castelli a bobine e lo riascoltai più volte.... era veramente un bel disco, mi piaceva in particolare "La Paura" e "Scacco a re Lot" ma tutto il disco era decisamente innovativo ed originale. 
Ma il motivo principale per cui mi ricordo questo disco non è questo, me lo ricordo perchè l'ho comperato al..... Salone dell' Automobile di Torino del 1971.
E' l'unico disco che ho comprato al Salone dell' Automobile!!!!!

Nel mio disordinato modo di collezionare dischi, con frequenti cambi di "obiettivo", questo disco credo abbia fatto una brutta fine..... magari scambiato con qualche insignificante fetecchia....
Peccato perchè oggi vale un sacco di soldi!!!!

lunedì 12 dicembre 2011

Quelli della mucca


Grazie al loro quinto LP i Pink Floyd dal 1970 divennero.... quelli della mucca
nel 1973 con l' uscita del loro ottavo LP hanno venduto la mucca e son diventati quelli di ..... Money
LP in questione era "Dark Side of The Moon" che portò i Pink Floyd a conoscenza anche di chi seguiva la "musica leggera"..... così la domanda per capire quanto uno fosse coinvolto con la musica rock era:
"Qual è il primo disco dei Pink Floyd?"
Risposta: Dark Side of The Moon   ........   Bocciato!!!!
Risposta: quello della mucca  ...............     Rimandato a Settembre!!
Risposta: Piper at the Gates of Dawn  .....  Promosso a pieni voti!


Capita che mentre mi ascolto il disco mi rigiro tra le mani la copertina, ne leggo il contenuto e alle volte succede che inizio a inventarmi una storiella assurda, ma verosimile, al riguardo dell'immagine: intanto inizio a dare un nome alla mucca, lei si chiama Milky Way e si trova in una piccola fattoria di un piccolo paesello della verde Inghilterra, sta pascolando tranquillamente quando nelle vicinanze si trova a passare un giovanotto inglese che chiameremo George, lui è un fotografo dilettante e tutti i fine settimana torna al paesello a trovare la mamma, George scatta una foto a Milky Way e poi torna a Londra dove lavora come Barman in un locale a due passi dagli studi di registrazione Abbey Road, un giorno entrano nel suo bar quattro ragazzi dai capelli lunghi e dai vestiti sgargianti che sembrano essere musicisti, George ha appena ritirato le sue fotografie e le sta guardando così capita che i quattro musicisti notano Milky Way e decidono di usarla per la copertina del loro disco. Intanto Milky Way ha lasciato la sua fattoria perchè il macellaio del paesello l'ha acquistata per farne succulente bistecche. Quando esce il disco George corre a comprarlo e poi torna al paesello a far visita alla mamma che gli ha preparato una bella bistecca.... George mette su il disco e si siede a tavola e mentre ascolta Atom Heart Mother si sta mangiando la mucca che c'è in copertina.....

Sandokan

Sera dell' 8 febbraio del 1976
sabato ore 21,30 circa
Brozolo

Passo a prendere un amico, non è ancora pronto, gentilmente i suoi genitori, per non farmi aspettare fuori al freddo, mi fanno accomodare in cucina, stanno guardando la TV e con loro ci sono anche dei vicini, sembrano tutti un po' tristi ed uno di loro, affranto, mi dice "Hai visto? è morta la Marianna!!!" ha gli occhi rossi e il fazzoletto in mano, "Mi dispiace tanto..." rispondo, penso che sia morta una loro amica o parente..... "Ma... la Marianna.... chi? la conosco?", "Ma si! la Perla di Labuan", buio assoluto, "Ehhh! non la conoscevo.... ma era malata?" "Ma no!!! l' hanno ferita mentre scappavano e poi è morta" a quel punto capisco che c'è qualcosa che non quadra, mi stava sfuggendo qualcosa..... "Ma la fidanzata di Sandokan" e mi indicano la TV......

Marianna...... la Perla di Labuan....... RIP!!!

Ungaretti

Ulisse

Penelope














Nel 1968 la RAI mandò in onda uno sceneggiato tratto dall' Odissea di Omero per la regia di Franco Rossi, Bekim Fehmiu erà Ulisse e per alcuni anni godette anche di una certa popolarità presso il pubblico femminile come "bello del momento", Penelope era Irene Papas che al contrario non godette di molta popolarità tra il pubblico maschile.


Lo sceneggiato era preceduto da una breve introduzione dove c'era un anziano signore che leggeva alcuni versi dell' odissea..... per anni mi sono chiesto chi era quel vecchio rincoglionito che declamava con tanta foga "Ulissssse"...... e non capivo una minchia di quello che diceva.
Molto tempo dopo ho scoperto che si trattava di Giuseppe Ungaretti, nientepocodimeno che il più grande poeta italiano del novecento ..... non me ne volere Giuseppe..... avevo 13 anni!

venerdì 9 dicembre 2011

Gipo


Nel 1974, per me che ascoltavo Deep Purple e Black Sabbath, Gipo Farassino non era proprio il massimo, ma mi capitò di vederlo dal vivo ad una festa di paese (precisamente a Brozolo) e ne rimasi affascinato. Grande intrattenitore e "chansonnier" di classe, accompagnato da un gruppo di ottimi musicisti, offri uno spettacolo molto divertente ma allo stesso tempo poetico e toccante, le sue canzoni parlano di personaggi della "periferia" alle prese coi tempi che cambiano, con amori disperati, con piccoli soprusi o inganni, con insignificanti storie di vita ordinaria .... ma grandi nella loro "umanità".
"Serenata Ciucatuna" è un pezzo che mi è entrato nell' anima.... per molti anni, alla fine delle numerose cene con gli amici, quando tutti erano un po' brilli c'era sempre qualcuno che la intonava... e tutti in un coro sguaiato e stonato, abbracciati e felici, a squarciagola.... fino a quando c'era fiato nei polmoni.....
Avevamo anche imparato a memoria il monologo che reinterpretavamo a turno insistendo sulle battute più divertenti..... dice, scusi... Geometra, c'ha un cerino? che se disturbo me ne vado! 


La ripropongo qui nella versione integrale dal vivo, 
purtroppo la registrazione non è delle migliori, ma è l'unica che ho trovato su youtube. 
C'è solo l'audio e quindi, per chi non ha mai visto uno spettacolo di Gipo, faccio una precisazione: verso la fine del monologo il nostro ubriaco incontra una signora che lo invita ad andare (andiamo, ma andiamo in dove?), e lui la chiama "tridentina", mancando la mimica non si capisce molto la battuta seguente, quando Gipo dice "Un... dui... tre" indica i denti, quindi "tridentina" perchè ha solo tre denti.

Buon Divertimento.

mercoledì 30 novembre 2011

October Fest

 Negli anni 70 ad un certo punto è scoppiata la febbre della birra, le birrerie nascevano come funghi e ho scoperto che non esisteva solo la "splughen brau", c'erano un sacco di altre birre.... rosse, scure, crude, pastorizzate, doppio malto.... tutti iniziano a collezionare lattine di birra e sottobicchieri, andare in birreria dieventa la nuova tendenza della gioventù, tutti i perditempo gironzoloni che fanno vita notturna almeno una volta a settimana si recano in birreria, ricordo la "54" in corso Principe Oddone, la "Freius" in via Freius, il "Red Pub" in corso Casale, "Birra e spaghetti" in via Cigna, etc, etc.....

Andare all' October Fest diventa il sogno di tutti i birreristi, così nel settembre del 1980 decido che dovevo andarci anch'io, l' urgente desiderio mi colpisce un noioso venerdì pomeriggio, in compagnia di mio cugino Mario ci stavamo interrogando sulla possibile meta della serata quando improvvisamente si accende la lampadina..... perchè non andare all' October Fest? Brillante idea.... certo che Monaco non è proprio dietro l'angolo... per rendere il viaggio meno noioso e la scampagnata più interessante decidiamo di coinvolgere il Dante, la Maria e mia cugina Mirella.... che per fatal combinazione erano li pronti, con la valigia in mano, come se telepaticamente avessero percepito le nostre intenzioni. Partiamo venerdì nella tarda serata ed arriviamo a Monaco il sabato mattina all' alba, dopo aver girato un paio d'ore troviamo finalmente l' October Fest (Monaco è un pelino più grande di Cavagnolo.... ed anche di Chivasso!!!).
Il colpo d'occhio è impressionante, una marea di persone di cui non si vede la fine, enormi stand, giostre, chioschi e altre attrazioni..... Ognuno, di circa una decina di stands (padiglioni), è grande come l' intera "fiera dei vini" di Torino, tutti hanno al centro un grande palco con sopra l' orchestra e una decina di ballerini in costume tirolese che saltellano al ritmo di polka, i tavoli sono sempre tutti occupati, a qualsiasi ora, ci sono centinaia di cameriere in costume tirolese che viaggiano ininterrotamente avanti e indietro con una decina di boccali da un litro, hanno gonne lunghe ma scollature generose su seni abbondanti (credo facciano una selezione scartando quelle col seno piccolo!).

La Maria, mio cugino Mario, la Mirella e io davanti al maiale allo spiedo.
Manca il Dante che scattava la foto, aveva una vecchia Hasselblad e non trovavamo nessuno che sapesse usarla per farci una foto tutti insieme.
Entriamo in uno di questi stand attratti da un enorme maiale allo spiedo che sovrasta l' entrata, un po' assonnati ma molto affamati, mangiamo e beviamo godendoci finalmente la nostra meritata birra dopo un viaggio di 700 Km. Finito di banchettare ci prende un po' l' abbiocco, quello strano stato mentale per cui, nonostante il gran casino e la musica, i tuoi occhi non riescono a stare aperti e ti addormenti.... anche se stai parlando con qualcuno. 

A tavola..... noi beviamo e il Dante scatta.....
Cerchiamo allora un posto tranquillo dove riposare, un bel prato verde, soffice e morbido che a Monaco non è difficile da trovare: il villaggio olimpico.
Tra le bellissime tensostrutture, lo stadio, laghetti e piscine troviamo il nostro agognato praticello ed all' ombra dell' ultimo sole ci siamo assopiti. Al nostro risveglio siamo tornati alla festa, abbiamo fatto cena ed abbiamo scoperto che alle 11 tutto quel meraviglioso "paese dei balocchi" chiudeva i battenti...... 
oooooooooooh! che delusione! ..... ma proprio sul più bello........... oooooooooooh!!!!
Purtroppo i tedeschi son fatti così, alle 11 .... rauss, tutti a casa a dormire! e attenti a non fare troppo casino, che li la polizia mena.... così migliaia di tedeschi barcollanti si avviano a casa silenziosamente....
uno di questi si ferma in mezzo alla strada, proprio di fronte a noi, reggendosi a malapena in equilibrio inizia una eterna pisciata.... non finiva più.... sarà andato avanti un quarto d'ora.
A questo punto cerchiamo un posto per dormire e, solo dopo aver trovato il tutto esaurito in una mezza dozzina di hotel e pensioni, ci rendiamo conto che forse era un po' difficile trovare anche un solo letto libero nel raggio di 20 Km.... il sabato sera, a Monaco, durante l' october fest..... ma figuriamoci.
E quindi, di conseguenza, torniamo a casa.
Nel viaggio di ritorno ci fermiamo a Vaduz in Liechtenstein per coronare un altro mio desiderio che avevo dal giorno in cui a scuola, studiando la geografia europea, ho scoperto il Liechtenstein, paese dal nome impronunciabile talmente piccolo che la sua capitale Vaduz era poco più grande di Cavagnolo!!!

lunedì 28 novembre 2011

Il Calciobalilla


Non vale "girare" e non valgono i "ganci". Queste le regole fondamentali di questo simpatico gioco protagonista di mille sfide per decidere chi doveva pagare le "consumazioni" al bar.
Da ragazzino ero fortissimo, sia in porta che all' attacco.... ero avvantaggiato rispetto ai miei amici perchè, avendo il bar, il calciobalilla ce l' avevo in casa e potevo allenarmi.
Avevo iniziato a giocare da bambino, in piedi su di una sedia perchè altrimenti non arrivavo a vedere il campo di gioco, ci passavo interi pomeriggi.
Gioco molto maschile a cui le ragazze non avevano accesso, le si lasciava giocare molto raramente solo per far valere la propria superiorità ed umiliarle pubblicamente.