Informazioni personali
venerdì 20 gennaio 2012
Gita in Svizzera
Gita scolastica a Ginevra. A vedere cosa? Non ho mai capito perchè l'istituto per geometri Guarino Guarini, durante il primo anno, ci portò in gita a Ginevra e non ho capito perchè arrivati a destinazione ci hanno semplicemente detto "Bene, siamo a Ginevra..... fatevi un giro, ci vediamo qui alle 18". Boh!!!!
Ci siamo divisi in gruppetti ed abbiamo cominciato a vagare per la città cercando più che altro di rimorchiare qualche ragazza, da alcuni giorni in classe si era sparsa la voce che in Svizzera le ragazze fossero molto più "disinvolte" che da noi in Italia, ci eravamo fatti l'idea che a Ginevra la davano via molto volentieri, soprattutto agli italiani..... ma purtroppo non abbiamo trovato conferma a questa allettante teoria. Per tutto il giorno abbiamo sfoderato sorrisi smaglianti, battutine ammiccanti, sguardi vogliosi.... ci abbiamo provato al bar, per strada, al parco.... nulla, qualcuna di queste ragazze "più disinvolte" ci degnò di uno sgardo e un timido sorriso, la maggior parte se ne andava scocciata e qualcuna ci mandò..... dove ben sapete!!!
Forse eravamo noi a non essere proprio dei playboy.... eppure nel mio gruppo c'era "il più sveglio della classe" che (a suo dire) caricava alla grande.....
Solo uno riuscì nell' impresa, appena scesi dal pullman si avvicina ad una ragazza, gli dice due paroline e se ne vanno a braccetto..... anche se lui non ha mai voluto rivelare cosa avesse combinato, circolava la voce che fosse una sua parente residente a Ginevra con cui si era messo d' accordo.
Rockets
In mancanza di cose più serie si andava anche a vedere questi "fenomeni da circo" tutti "cromati" dalla testa ai piedi, nei loro scintillanti costumi fantascientifici, in mezzo a fumi e luci, proponevano il loro mediocre rockettino futurista.
Il Venerdì 2 Dicembre del 1977 questi Rockets in Italia ancora non li conosceva nessuno, infatti quella sera, allo Sporting Club di Santhià, non c'erano più di un 200 persone (in una discoteca che poteva contenerne almeno un 1.500). Devo comunque dire che la loro esibizione mi sorprese piacevolmente, erano divertenti e a loro modo abbastanza innovativi. La reazione del pubblico comunque non fu molto calda, in pochi sembravano veramente interessati a quello che accadeva sul palco, gli altri consideravano il concerto una noiosa interruzione delle danze e se ne stavano spaparazzati sui divani a farsi gli affari loro.
Poco dopo, con "On the road again" i Rockets raggiungono il successo commerciale e quando si ripropongono, sempre allo Sporting Club il 18 Settembre del 1978, sono il gruppo del momento.
L' esibizione non è molto diversa da quella vista in precedenza, ma questa volta l' accoglienza è molto più calda, la sala è stracolma, una bolgia, sembra che tutti li aspettassero come dei novelli messia, la gente inizia ad impilare tavoli e divani creando delle vere e proprie "gradinate" alte fino a tre metri su cui sistemarsi per vedere meglio, era surreale aggirarsi tra quelle improvvisate strutture di cui i proprietari della sala non credo fossero molto contenti. Finito il concerto ci si rende conto che gran parte dell' arredamento della discoteca è semidistrutto, un vero macello...... tutto sottosopra.....
Non ho mai considerato i Rockets come un vero gruppo rock e non ho mai comprato un loro disco ma confesso che le due volte che li ho visti mi sono divertito......
giovedì 19 gennaio 2012
Willard e i topi
Visto nel 1972 a Cavagnolo.
Curioso film che mi colpì moltissimo, un horror inconsueto senza mostri o demoni, era uno dei primi film che vedevo che coniugava l' orrore al malessere generazionale.
Purtroppo non sono mai riuscito a rivederlo e quindi ne ho un ricordo molto vago.
sabato 14 gennaio 2012
Sick Rose Memorabilia
| Il Programma dello STIP di Amsterdam dell' Agosto 1986 Il 30 60's Nite con Sick Rose e Green Telescope (notare l'invesione di nazionalità) |
| Manifesto all' incirca 60x80 disegnato da Diego Ceresa |
| Manifesto grande (circa 70x100) della serata al Fabrik il 29 Agosto 1986 |
| Il fumetto disegnato da Diego Ceresa ed inserito nel primo LP |
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| Volantino della serata del 20 Febbraio 1987 al Fabrik con i Fuzztones |
venerdì 13 gennaio 2012
Sick Rose - German Tour 87 Fotobook
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| Il mitico Bedford arancione con cui ho portato a spasso i Sick Rose per circa 10.000 Km. Alla giuda c'è Dante perchè io stavo riprendendo con la telecamera, vicino a lui si riconosce Maurizio |
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| Posteggiati proprio davanti al tempio europeo del rock: il Fabrick di Amburgo, per scaricare gli strumenti. |
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| All, interno del Fabrik In attesa del soundchek |
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| Luca e Julia |
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| Cristina fa capolino dal Backstage |
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| Nel Backstage subito dopo l' esibizione |
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| Dante e Rinaldo a riposo |
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| Rinaldo, con un paralume in testa, si esibisce nella sua famosa imitazione dell' uomo col fez che vende i cammelli a metà prez |
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| Maurizio appena sveglio |
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| The Amazing Mefi |
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| Federico |
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| All' uscita da un autogrill di ritorno da Berlino diretti a Bochkum |
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| Maurizio e Diego |
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| A Bochkum |
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| Rinaldo e Maurizio impegnati nello shopping |
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| Diego, Cristina e Dante durante lo shopping |
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| Cristina nel Backstage |
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| Cristina che vuol farsi notare e Federico |
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| Dante seminudo |
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| Diego e Luca |
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| Con questo cappello da cowboy Diego fa un figurone |
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| Diego si "fona" i capelli |
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| Federico |
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| Luca soddisfatto appena uscito dalla toilette |
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| Il mitico caschetto di Luca |
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| Luca Legge |
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| Rinaldo Serio |
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| Un fan |
giovedì 12 gennaio 2012
La prima sbronza
Io e mio cugino avevamo interrotto i nostri giochi per assistere alle operazioni di scarico e con grande interesse guardavamo mio padre e mio nonno che con uno strumento come questo

estrassero da una delle damigiane un po' di vino per assaggiarlo, lo gustavano con piena soddisfazione
"A le propi bun" (E' proprio buono), "An vin parei al fa resusità i mort" (un vino così fa resuscitare i morti), incuriositi da cotali elogi decidiamo che anche noi dovevamo assaggiare quella bontà.
Appena tutti gli adulti se ne erano andati ci siamo avvicinati alla prima damigiana, l' abbiamo stappata e con cannuccia abbiamo iniziato a succhiare il prelibato nettare, quando la cannuccia non pescava più ci siamo spostati alla seconda e così via, dopo quattro o cinque damigiane iniziavamo ad essere un po' strani ma ancora lucidi da pensare di conservare un po' di miracoloso liquido da consumare un altro giorno.
Così ci siamo procurati alcune bottigliette vuote di Coca Cola e le abbiamo riempite succhiando con la cannuccia, senza deglutire, e travasando nelle bottiglie vuote, ne abbiamo riempite tre o quattro e poi siamo andati in cerca di un posto sicuro dove nasconderle........
Intanto mamma e papà non ci vedevano più in cortile ed iniziavano a preoccuparsi, dove sono finiti i bambini? Ci cercano per tutta la casa, ci chiamano ad alta voce sempre più disperati, vanno a vedere dai vicini, fuori sulla strada.... niente.
Ormai in preda alla disperazione più profonda mia mamma sente degli strani vagiti provenienti da un armadio, si avvicina e lo apre..... eravamo li, con le nostre bottiglie di Coca Cola strette in mano e un sorriso ebete stampato in viso, che ci godevamo beati la nostra prima colossale sbronza.
mercoledì 11 gennaio 2012
Nonni
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| Classica posa familiare che ritrae la nonna Caterina con le due sorelle e l'anziana madre Laurella Amalia |
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| Mio nonno Bazzolo Filippo di fronte alla sua casa colonica nel periodo trascorso in Argentina |
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| Foto ricordo di gruppo di emigranti italiani in Argentina, il primo a destra della fila in alto (con le braccia conserte) è mio nonno Filippo. |

La famiglia Bazzolo riunita davanti alla loro casa in quel di Verrua Savoia (fraz. Casetto) nei primi anni quaranta, la ragazzina più grande al centro diventerà la mia mamma.
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