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Sono ancora vivo.... e questo mi basta.

giovedì 11 agosto 2011

La Rossa Ombra di Riata


Ecco un film che ho visto nel 1973 al cinema di Cavagnolo e di cui non ho mai più sentito parlare, ricordo che mi era particolarmente piaciuto, era un western crepuscolare dai toni cupi e violenti, con Richard Harris sceriffo saggio e cultore della non violenza che si trasforma in una belva assetata di vendetta dopo che una banda di fuorilegge gli uccidono moglie e figlio. Mi piacerebbe rivederlo ma credo non sia mai stato pubblicato ne in cassetta ne in DVD.

Il Teatro

Prologo - Siamo a Cavagnolo nel 1972

L'oratorio e la parrocchia non erano posti che frequentavo con entusiasmo, alla messa della domenica ci andavo perchè mia mamma mi ricattava, anche se io sostenevo che con tutte le messe che avevo "preso" in collegio ero a posto per tutta la vita, lei era inflessibile: niente messa niente cinema.
Costretto da questo astuto ricatto cercavo di rendere la cosa meno pesante possibile, con alcuni amici salivamo in "galleria" dove c'era l'organo, e andavamo a sistemarci nel posto meno in vista per poterci fare gli affari nostri. Diventato maggiorenne questo ricatto non stava più in piedi e mia madre si rassegno ad avere in casa un miscredente. All' oratorio ci andavo ogni tanto perchè c'era il Ping Pong, qui un giorno mi lasciai coinvolgere in un "intrattenimento teatrale" solo perchè c'era una ragazzina che mi piaceva, la commediola si intitolava "Tre Maschi e una Femmina" e fù la mia prima esperienza teatrale (a scanso di equivoci io ero uno dei tre maschi). Dopo alcuni mesi di prove in cui tentai di sedurre (invano) la "Femmina", finalmente il debutto nel teatrino dell' oratorio, il mio personaggio risultava essere il più simpatico della vicenda e così il giorno dopo raccolsi un inaspettato successo, la gente mi fermava per strada per farmi i complimenti..... io mi sentivo una star e solo per questo motivo decisi che il teatro sarebbe stato il mio prossimo tentativo per diventare famoso

La Compagnia dei Giovani

Il progetto nasce proprio durante l' esperienza di "Tre Maschi e una Femmina", con Franco Urban (un altro dei "tre maschi") e il regista Antonio Giordano decidiamo di proseguire con un altro spettacolo, ma vogliamo affrontare un testo un po' più serio ed impegnativo, lo scopo è quello di fare teatro in un modo più "professionale" staccandoci dalla mentalità oratoriale. La scelta cade su "Io ho ucciso".
Il volantino delle due serate di debutto a Brozolo
Continua......

domenica 7 agosto 2011

The Fireworks Wars


Compiere stupide azioni senza un motivo, senza un senso logico e completamente inutili era una nostra grossa specialità, e quando trovavamo qualcosa che ci divertiva allora, per un certo periodo di tempo, la ripetevamo regolarmente. Durante le nostre "riunioni culturali" in trasferta dai nostri amici a Chivasso, giunta una certa ora si saliva tutti sul furgone di Paolo, ognuno munito di fuochi artificiali come quelli nella foto in alto, e ci si recava nella campagna circostante. Trovato un posto tranquillo si scendeva dal furgone e ci si sparpagliava nel prato, poi ad un segnale convenuto iniziava la battaglia..... ci si sparava addosso con i bastoncini di fuochi artificiali, rincorrendoci... tutti contro tutti, fino ad esaurimento fuochi.... cosa ci fosse di tanto divertente non lo so..... ma noi ci si divertiva come matti.
La periodicità di queste battaglie dipendeva dal reperimento delle "armi" facili da trovare nei periodi di Capodanno o Carnevale, più difficili in piena estate.
La volta che ci siamo divertiti di più era una sera che c'era la nebbia e non si vedeva ad un palmo dal naso, si correva alla cieca.... con la "suspence" di non sapere dove si andava.
Quando Paolo ha venduto il furgone abbiamo sospeso questa attività perchè salire tutti sul furgone faceva parte del rito e quindi No Furgone No Party.
Naturalmente eravamo io, Paolo e Riccardo + 4 (a volte 5) amici di Chivasso

sabato 6 agosto 2011

Fraternity of Man

Ecco un disco a cui voglio particolarmente bene, lo comprai usato su di una bancarella per poche lire tanti anni fa senza avere la minima idea di chi fossero i Fraternity of Man

Dopo un superficiale e veloce ascolto li classifico come gruppo minore di Rock/Blues Americano e me ne dimentico. Però c'è un passaggio all'interno di una canzone che non si può non notare, una specie di "sospensione" che rimane impressa nella memoria (se date un'ascoltata al pezzo capite subito di cosa si tratta). Alcuni anni dopo mentre ascolto il live dei Little Feat "Waiting for Columbus" sento la stessa "sospensione" e così scopro che i Fraternity of Man sono stati un gruppo importante, una specie di anello di congiunzione tra Frank Zappa, la Magic Band di Captain Beefheart  e i Little Feat.
Il pezzo in questione è "Don't Bogart Me", una specie di "inno nazionale" dei fumatori di Marjuna (Presente anche nella colonna sonora di "Easy Rider)


Don't bogart that joint, my friend
Pass it over to me.
Don't bogart that joint, my friend
Pass it over to me.

Roll another one
Just like the other one.
This one's burnt to the end
Come on and be a friend. 

Don't bogart that joint, my friend
Pass it over to me.
Don't bogart that joint, my friend
Pass it over to me. 

Ro-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-oll another one
Just like the other one.
You've been hanging on to it
And I sure would like a hit. 

Don't bogart that joint, my friend
Pass it over to me.
Don't bogart that joint, my friend
Pass it over to me

Ho messo il testo in un "traduttore on line" e quello che ne è uscito è questo:

"Non Bogart che congiunta, il mio amico che passa a me. Non Bogart che congiunta, il mio amico che passa a me. Rotolo un'altra Proprio come l'altra. Questo è bruciato fino alla fine Vieni e essere un amico. Non Bogart che congiunta, il mio amico che passa a me. Non Bogart che congiunta, il mio amico che passa a me. Ro-oooooooooooooo-oll un altro Proprio come l'altra. Sei stato appeso ad esso E mi piacerebbe sicuramente un successo. Non Bogart che congiunta, il mio amico che passa a me. Non Bogart che congiunta, il mio amico che passa a me"


Da pisciarsi addosso dal ridere!!!!

PS: L'espressione "Don't Bogart that joint" stà a significare più o meno "Non tenerti sto spinello" infatti prosegue "pass it over to me" cioè "passamelo" (con riferimento ad Humphrey Bogart che teneva sempre la sigaretta tra le dita, quindi "Don't Bogart" è come dire "non fare come Bogart").

venerdì 5 agosto 2011

Il Ciclismo

Visto che ormai mi ero reso conto che non sarei diventato un calciatore famoso ciò provato anche col ciclismo, l' obbiettivo era diventare il nuovo Eddy Merckx (ma anche Gimondi andava bene.... comunque come minimo Balmamion) per raggiungere tale scopo convinsi mio padre a comprarmi una bici da corsa.  Compagno di questa nuova passione era Mario Zattarin, lui il ciclismo ce l'aveva nel sangue e lo pratica ancora oggi.  Per circa due anni, solo nella bella stagione, ci allenavamo facendo 40/50 Km al giorno. Quella che vedete qui sotto, un po' sfuocata, è l'unica fotografia che testimonia la mia carriera ciclistica. Eddy Merckx può ringraziare che poi ho iniziato a fumare........


Per i più curiosi riporto i percorsi che facevamo durante i nostri allenamenti.
Quello più praticato era da Cavagnolo a Monteu, Monteu Lauriano e ritorno a Monteu passando da Mezzana (giro ripetuto 3 o 4 volte) e ritorno a Cavagnolo. L' alternativa era Cavagnolo Chivasso Verolengo Crescentino Cavagnolo (che sono circa 50 Km). 
Tre o quattro volte all' anno affrontavamo un persorso più impegnativo, partivamo al mattino e tornavamo nel tardo pomeriggio, salivamo a Cocconato e scendevamo dall' altra parte a Gallareto arrivando fino a Castelnuovo Don Bosco, poi tornavamo passando da Aramengo Albugnano e Casalborgone, era tutto un saliscenti ed era molto faticoso, la parte più bella era la discesa che da Gonengo arriva fino a Casalborgone (detta la Rulasa), ci sono delle curve a gomito spettacolari e rettilinei in cui si raggiungevano velocità altissime.
Ogni tanto facevamo anche un giro in mezzo alle risaie, Crescentino, Fontaneto, Trino ma era una strada tutta piatta in mezzo ai moscerini e non ci piaceva molto.

giovedì 4 agosto 2011

Cominciamo dal principio

Il 6 Gennaio dell' anno 1955 Dopo Cristo alle ore 7,30 circa del mattino sono giunto sul pianeta Terra proveniente da chissà quale lontanissima galassia, si perchè più volte ho avuto la netta sensazione di essere un alieno deficiente che ha sbagliato strada.

Ed eccolo qui.... il BabyMefi........... il Bafy
Non mi ricordo quando feci questa foto ma presumo fosse marzo o aprile del 1955.
Per me i neonati sono tutti uguali, avrei potuto mettere la foto di un qualsiasi bambino e dirvi che ero io e ci avreste creduto ..... probabilmente ci avrei creduto anch'io.
L' unico motivo per cui sono (quasi) sicuro di essere io è perchè me l'ha detto la mia mamma.
( E la mamma non dice mai le bugie)
In braccio a mamma e papà che quel giorno erano proprio contenti..... più avanti lo furono un po' meno.
Notare mio padre senza berretto (portava sempre un basco blu che toglieva solo -ed esclusivamente- quando andava a dormire.... forse) ma con l'immancabile sigaretta. Dal fatto che mio padre è vestito a festa (cosa rarissima e riservata alle grandi occasioni) deduco che fosse il giorno del mio battesimo.

Ho anche conservato il bigliettino di annuncio della mia nascita..... non si sa mai, se dovessi diventare famoso potrebbe valere una fortuna. 

Sul cuscino, fuori nel prato.

Sul seggiolone

Col papà questa volta col berretto, la sigaretta l' avrà posata
da qualche parte per prendermi in braccio.

Col nonno Mario che in realtà si chiamava Maurizio ma tutti
lo chiamavano Mario, non ho mai capito perchè.

E per finire con la nonna Bina, rigorosamente vestita di nero.
A quei tempi tutte le donne di una certa età erano sempre vestite di nero
(o comunque di scuro) anche se non erano vedove.
Io mia nonna la ricordo solo vestita di nero.

Luna Incostante - Le foto al cimitero

Provavamo a casa del Dante che a quei tempi abitava a due passi dal cimitero di Cavagnolo, 
nella New Wave tombe e cimiteri erano luoghi molto frequenti e così decidiamo di fare un po' di foto al cimitero da usare come presentazione (o eventualmente per la copertina di un demo). Ci andiamo una sera con un amico che si cimenta con la fotografia (lo stesso che ci ha fatto le foto al tuxedo) mentre ci mettiamo in posa e facciamo un po' di scatti io dico al fotografo: "Ma... non siamo un po' lontani". Questo è il risultato
Eravamo un po' lontani.....

Forse un po' troppo lontani.....
Quella stessa sera facemmo anche una serie di foto in bianco e nero fuori dal cimitero, sempre con risultati assai poco gradevoli, eravamo sempre troppo lontani e questa volta anche un po' sfuocati.....

L' idea era carina.... con la luna tra i rami..... ma il risultato!!!!!



Qui siamo in primo piano perchè ho provato a tagliare tutto il paesaggio circostante per vedere se usciva fuori qualcosa di accettabile


Questa fosse un po' più chiara sarebbe almeno accettabile....

Questa formazione a quattro è stata, a mio parere, la migliore di sempre, quella più creativa ed innovativa:
Da sinistra a destra Rinaldo al Basso, Dante alla Batteria, Valerio Voce/Sax/Tastiere, Mefi alla Chitarra, Charly Tecnico al Mixer